giovedì 24 gennaio 2019

Wallace D. Wattles - Il Regno di Dio


Se vuoi vivere una nuova vita la prima cosa che devi fare è abbandonare la competitività con gli altri e l’idea che le risorse siano limitate. Troppe persone che si considerano seguaci e praticanti del nuovo modo di pensare non riescono mai a farlo completamente.
La competizione negli affari e nel mondo del lavoro origina dall’idea che le risorse siano limitate. Nasce dalla credenza che poiché non c’è abbastanza ricchezza per tutti, gli esseri umani devono competere tra di loro per accaparrarsi quello che c’è. Molte persone che hanno una conoscenza parziale del nuovo modo di pensare restano convinte nel profondo di se stesse che è necessario che alcuni siano poveri affinché altri possano avere abbastanza, e credono che la ricchezza sia possibile solo per chi ha maggiore capacità di accaparrarsi le risorse limitate o il potere di attirare a sé una maggiore porzione delle risorse limitate. Queste persone cercano perciò di applicare i nuovi princìpi sul piano competitivo, e lo fanno con un buon grado di successo. Cercano di sviluppare una capacità superiore di attrazione, iniettano nuove motivazioni e nuove energie nei metodi competitivi di business, affermano in continuazione: “Io sono successo”, credendo nel profondo di sé che possono avere successo solo perché il 95 per cento di tutti gli altri fallisce. Le persone che interpretano il nuovo modo di pensare in senso competitivo, se riescono a raggiungere una buona misura di successo la raggiungere perché la determinazione che hanno infonde loro l’energia, la spinta e l’ottimismo necessari per operare sul libero mercato.
La fiducia che nasce dalla motivazione fa di loro dei concorrenti estremamente abili e agguerriti, e loro stessi attribuiscono il proprio successo al pensiero di potenza e di affermazione in un senso puramente competitivo. Questo cosiddetto nuovo modo di pensare è in realtà la forma più alta e più pienamente perfezionata del vecchio modo di pensare. Si riesce a vedere solo il regno di Cesare, in fin dei conti, e non si ha alcuna concezione del regno di Dio. Chi parla e agisce in questo modo proclama di far parte del regno di Dio ma in realtà non fa parte che del regno di Cesare. Così le loro fortune fluttuano. Incontrano perdite e i loro affari entrano nel panico. La loro prosperità è segnata da periodi di avversità. Il loro senso di sicurezza è la loro fiducia in se stessi nel profondo del subconscio albergano sempre il germe della segreta paura.
Non potremo mai essere completamente liberi dalla paura se resteremo convinti che le risorse siano limitate, perché se non ci sono risorse per tutti, resteremo sempre convinti nel profondo di noi stessi che prima o poi toccherà anche a noi il momento di perdere quello che abbiamo. Le cadute e gli insuccessi delle persone, anche di quelle che seguono il nuovo modo di pensare, sono riconducibili direttamente all’idea che le risorse siano limitate e all’idea che il successo e l’ottenimento della ricchezza siano possibili solo per una parte di noi.
C’è qualcosa di vero in questa idea che la concorrenza è necessaria? Vediamo.
Le cose essenziali per la vita e il progresso, mentale e fisico, di ogni individuo possono essere più o meno suddivise in cinque gruppi: cibo, vestiario, riparo, educazione e divertimento. Per tre di questi, cioè cibo, vestiti e riparo, si dipende dal mondo della natura. Questi tre gruppi, con le loro estensioni in forma di lusso, decorazioni, arte e bellezza, costituiscono ciò che chiamiamo ricchezza. Ci sono limiti al loro approvvigionamento? Prendiamo in considerazione, in primo luogo, la questione dell'approvvigionamento alimentare.
Negli Stati Uniti non abbiamo neppure lontanamente iniziato a sfruttare le possibilità dell’agricoltura intensiva. È un dato matematico che il solo stato del Texas, se tutte le sue risorse fossero concentrate sulla produzione di alimenti, produrrebbe a sufficienza non solo da sfamare ma da nutrire a sazietà tutta la popolazione attuale del globo.
La varietà di prodotti alimentari prodotti nel nostro Paese è incredibile, dalla coltivazione di frumento nel Dakota a quello di riso in Carolina, dalla produzione di frutta e verdura nel nord del Michigan a quella di arance in California e Florida. Gli Stati Uniti, intensamente coltivati, potrebbero nutrire gli abitanti di dieci mondi come questo. Non ci sono carenze nella catena alimentare. Quando durante la preghiera del Padre Nostro diciamo “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, non dovremmo mai dimenticare di aggiungere il ringraziamento che Egli ha già risposto alla richiesta della preghiera quando ha gettato le fondamenta del mondo.
Ricorda perciò che l’approvvigionamento alimentare da parte della natura è virtualmente infinito. Non vi è quindi alcuna necessità che gli esseri umani competano l’uno con l’altro per il cibo, né che abbiano paura che il cibo in natura sia scarso o che possa finire.
Per il secondo gruppo di cose essenziali per la vita e il progresso di ogni individuo, il vestire, troviamo la stessa verità. Gli Stati Uniti sono in grado di produrre abbastanza cotone per tutto il mondo, ma non è necessario vestire il mondo soltanto con qualcosa di così a buon mercato come il cotone. Abbiamo pecore in grado di fornire lana per tutti, e campi capaci di produrre lino in quantità. Ci sono ettari di terreno abbandonati, e oggi sterili, che se li curassimo potrebbero far crescere abbastanza alberi di gelso da nutrire i bachi da seta necessari per vestire di seta il mondo intero. Abbiamo risorse sufficienti per vestire ogni uomo, donna e bambino del mondo con vesti più raffinate di quelle che vestì Salomone in tutta la sua gloria. Ci sono possibilità mai sognate in ogni erbaccia disprezzata che si trova sul ciglio di ogni strada. L’approvvigionamento di vestiario è inesauribile. Non c’è nessun bisogno di competere con nessuno per indossare cotone, lana, lino o seta, ci sono cotone, lana, lino e seta per tutti.
Per il terzo gruppo di cose essenziali per la vita e il progresso di ogni individuo, l’abitazione, troviamo le stesse condizioni. Disponiamo di argilla in abbondanza, che attende solo di essere trasformata in mattoni e piastrelle; ci sono cave di pietra a disposizione per ogni tipo di costruzione che possiamo immaginare, così come sabbia e calce e cemento che abbiamo imparato a modellare come eccellente materiale da costruzione.
È un fatto indiscutibile che ogni famiglia degli Stati Uniti d’America potrebbe abitare in un magnifico palazzo, e quand’anche tutti abitassimo una lussuosa abitazione sarebbe stata appena scalfita la superficie dell’approvvigionamento di materiale da costruzione. Non c’è bisogno che alcune persone vivano in tuguri affinché altre possano abitare magnifici alloggi.
L’offerta per l’arredamento d’interni, per mobili, tappeti, libri, strumenti musicali, quadri, statue e tutto ciò che serve per deliziare l’occhio e la mente degli esseri umani è altrettanto illimitato. La verità è che non vi è affatto scarsità di risorse, né di lavoro. Non vi è alcuna necessità di natura che motivi la competitività, sia per quanto riguarda i beni primari e voluttuari sia per quanto riguarda il lavoro. C’è abbastanza lavoro, bello, utile, appagante e disponibile da mantenere tutta l’umanità impegnata per tutta la vita.
Sarà anche bene far notare che non c’è neppure da temere che i manufatti e i prodotti finiti siano scarsi, che l’offerta sia superiore alla domanda. La tecnologia moderna ha risolto il problema della produzione. La capacità di produzione e produttività nel lavoro è moltiplicata di seicento volte nello spazio di una sola generazione. Non vi è nulla in cui un ulteriore miglioramento non sia possibile. Sei ore di lavoro al giorno da parte di tutti noi sarebbero sufficienti a produrre tutto ciò di cui abbiamo bisogno, ogni immaginabile lusso incluso. Con tale abbondanza di tutto, non abbiamo bisogno di competere per una parte, non abbiamo bisogno di avere pensieri o preoccupazioni del domani, non abbiamo bisogno di provare timore o panico. Abbiamo solo bisogno di cercare il regno di Dio, e di comprendere quali sono le giuste relazioni che dobbiamo intrattenere gli uni verso gli altri, e tutta questa abbondanza verrà a noi.


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