Se vuoi vivere una nuova vita la prima
cosa che devi fare è abbandonare la competitività con gli altri e
l’idea che le risorse siano limitate. Troppe persone che si considerano
seguaci e praticanti del nuovo modo di pensare non riescono mai a farlo
completamente.
La competizione negli affari e
nel mondo del lavoro origina dall’idea che le risorse siano limitate.
Nasce dalla credenza che poiché non c’è abbastanza ricchezza per tutti, gli
esseri umani devono competere tra di loro per accaparrarsi quello che c’è.
Molte persone che hanno una conoscenza parziale del nuovo modo di pensare
restano convinte nel profondo di se stesse che è necessario che
alcuni siano poveri affinché altri possano avere abbastanza, e credono che
la ricchezza sia possibile solo per chi ha maggiore capacità di accaparrarsi
le risorse limitate o il potere di attirare a sé una maggiore porzione delle
risorse limitate. Queste persone cercano perciò di applicare i nuovi
princìpi sul piano competitivo, e lo fanno con un buon grado di successo.
Cercano di sviluppare una capacità superiore di attrazione, iniettano
nuove motivazioni e nuove energie nei metodi competitivi di business, affermano
in continuazione: “Io sono successo”, credendo nel profondo di sé che
possono avere successo solo perché il 95 per cento di tutti gli altri
fallisce. Le persone che interpretano il nuovo modo di pensare in senso
competitivo, se riescono a raggiungere una buona misura di successo la
raggiungere perché la determinazione che hanno infonde loro l’energia, la
spinta e l’ottimismo necessari per operare sul libero mercato.
La fiducia che nasce dalla
motivazione fa di loro dei concorrenti estremamente abili e agguerriti,
e loro stessi attribuiscono il proprio successo al pensiero di potenza e
di affermazione in un senso puramente competitivo. Questo cosiddetto nuovo
modo di pensare è in realtà la forma più alta e più
pienamente perfezionata del vecchio modo di pensare. Si riesce a vedere
solo il regno di Cesare, in fin dei conti, e non si ha alcuna concezione
del regno di Dio. Chi parla e agisce in questo modo proclama di far parte
del regno di Dio ma in realtà non fa parte che del regno di Cesare. Così
le loro fortune fluttuano. Incontrano perdite e i loro affari entrano nel
panico. La loro prosperità è segnata da periodi di avversità. Il loro senso di
sicurezza è la loro fiducia in se stessi nel profondo del
subconscio albergano sempre il germe della segreta paura.
Non potremo mai essere
completamente liberi dalla paura se resteremo convinti che le risorse
siano limitate, perché se non ci sono risorse per tutti, resteremo sempre
convinti nel profondo di noi stessi che prima o poi toccherà anche a noi
il momento di perdere quello che abbiamo. Le cadute e gli insuccessi delle
persone, anche di quelle che seguono il nuovo modo di pensare, sono riconducibili
direttamente all’idea che le risorse siano limitate e all’idea che
il successo e l’ottenimento della ricchezza siano possibili solo per una
parte di noi.
C’è qualcosa di vero in questa
idea che la concorrenza è necessaria? Vediamo.
Le cose essenziali per la vita
e il progresso, mentale e fisico, di ogni individuo possono essere più o
meno suddivise in cinque gruppi: cibo, vestiario, riparo, educazione e
divertimento. Per tre di questi, cioè cibo, vestiti e riparo, si dipende
dal mondo della natura. Questi tre gruppi, con le loro estensioni in forma
di lusso, decorazioni, arte e bellezza, costituiscono ciò che
chiamiamo ricchezza. Ci sono limiti al loro
approvvigionamento? Prendiamo in considerazione, in primo luogo,
la questione dell'approvvigionamento alimentare.
Negli Stati Uniti non abbiamo
neppure lontanamente iniziato a sfruttare le possibilità dell’agricoltura
intensiva. È un dato matematico che il solo stato del Texas, se tutte le sue
risorse fossero concentrate sulla produzione di alimenti, produrrebbe a sufficienza
non solo da sfamare ma da nutrire a sazietà tutta la popolazione attuale
del globo.
La varietà di prodotti
alimentari prodotti nel nostro Paese è incredibile, dalla coltivazione
di frumento nel Dakota a quello di riso in Carolina, dalla produzione di
frutta e verdura nel nord del Michigan a quella di arance in California e
Florida. Gli Stati Uniti, intensamente coltivati, potrebbero nutrire gli
abitanti di dieci mondi come questo. Non ci sono carenze nella
catena alimentare. Quando durante la preghiera del Padre Nostro diciamo
“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, non dovremmo mai dimenticare di
aggiungere il ringraziamento che Egli ha già risposto alla richiesta della
preghiera quando ha gettato le fondamenta del mondo.
Ricorda perciò che l’approvvigionamento
alimentare da parte della natura è virtualmente infinito. Non vi è
quindi alcuna necessità che gli esseri umani competano l’uno con l’altro per
il cibo, né che abbiano paura che il cibo in natura sia scarso o che possa
finire.
Per il secondo gruppo di cose
essenziali per la vita e il progresso di ogni individuo, il
vestire, troviamo la stessa verità. Gli Stati Uniti sono in grado di
produrre abbastanza cotone per tutto il mondo, ma non è necessario vestire
il mondo soltanto con qualcosa di così a buon mercato come il cotone.
Abbiamo pecore in grado di fornire lana per tutti, e campi capaci di
produrre lino in quantità. Ci sono ettari di terreno abbandonati, e oggi
sterili, che se li curassimo potrebbero far crescere abbastanza alberi di
gelso da nutrire i bachi da seta necessari per vestire di seta il mondo
intero. Abbiamo risorse sufficienti per vestire ogni uomo, donna e bambino
del mondo con vesti più raffinate di quelle che vestì Salomone in tutta la
sua gloria. Ci sono possibilità mai sognate in ogni erbaccia disprezzata
che si trova sul ciglio di ogni strada. L’approvvigionamento di vestiario
è inesauribile. Non c’è nessun bisogno di competere con nessuno per
indossare cotone, lana, lino o seta, ci sono cotone, lana, lino e seta per
tutti.
Per il terzo gruppo di cose
essenziali per la vita e il progresso di ogni individuo,
l’abitazione, troviamo le stesse condizioni. Disponiamo di argilla in
abbondanza, che attende solo di essere trasformata in mattoni e
piastrelle; ci sono cave di pietra a disposizione per ogni tipo
di costruzione che possiamo immaginare, così come sabbia e calce e cemento
che abbiamo imparato a modellare come eccellente materiale da costruzione.
È un fatto indiscutibile che
ogni famiglia degli Stati Uniti d’America potrebbe abitare in un magnifico
palazzo, e quand’anche tutti abitassimo una lussuosa abitazione sarebbe stata
appena scalfita la superficie dell’approvvigionamento di materiale da
costruzione. Non c’è bisogno che alcune persone vivano in tuguri affinché
altre possano abitare magnifici alloggi.
L’offerta per l’arredamento
d’interni, per mobili, tappeti, libri, strumenti musicali, quadri,
statue e tutto ciò che serve per deliziare l’occhio e la mente degli esseri
umani è altrettanto illimitato. La verità è che non vi è affatto
scarsità di risorse, né di lavoro. Non vi è alcuna necessità di natura che
motivi la competitività, sia per quanto riguarda i beni primari e voluttuari
sia per quanto riguarda il lavoro. C’è abbastanza lavoro, bello, utile,
appagante e disponibile da mantenere tutta l’umanità impegnata per tutta
la vita.
Sarà anche bene far notare che
non c’è neppure da temere che i manufatti e i prodotti finiti siano
scarsi, che l’offerta sia superiore alla domanda. La tecnologia moderna ha
risolto il problema della produzione. La capacità di produzione e
produttività nel lavoro è moltiplicata di seicento volte nello spazio di
una sola generazione. Non vi è nulla in cui un ulteriore miglioramento non sia
possibile. Sei ore di lavoro al giorno da parte di tutti noi sarebbero
sufficienti a produrre tutto ciò di cui abbiamo bisogno, ogni immaginabile
lusso incluso. Con tale abbondanza di tutto, non abbiamo bisogno di competere
per una parte, non abbiamo bisogno di avere pensieri o preoccupazioni del
domani, non abbiamo bisogno di provare timore o panico. Abbiamo solo
bisogno di cercare il regno di Dio, e di comprendere quali sono le
giuste relazioni che dobbiamo intrattenere gli uni verso gli altri, e
tutta questa abbondanza verrà a noi.


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