martedì 4 dicembre 2018

L’INTELLIGENZA EMOTIVA

SMARRIMENTI



L’INTELLIGENZA EMOTIVA (sfruttiamo al massimo le nostre risorse?)

Quando parliamo d’intelligenza, il pensiero va a quella che misuriamo col Q.I., basata sulla capacità di risolvere funzioni
di logica e matematica, ma col tempo la Psicologia si è evoluta e, con pazienti ricerche, si è scoperto che ci sono altre forme di intelligenza riconoscibili nell’Uomo.
Gardner fu il primo a parlare del concetto di Intelligenze Multiple, all’interno del quale venivano individuati nove tipi di intelligenza, tra cui in particolare, l’Intelligenza Interpersonale, che consente di comprendere gli altri, e l’Intelligenza Intrapersonale, che è la capacità di rappresentare se stessi, esternando le proprie emozioni che  costituiscono la base  dell’INTELLIGENZA EMOTIVA.

Possiamo definire l’INTELLIGENZA EMOTIVA come la capacità di gestire le proprie emozioni,  immedesimandosi anche in quelle altrui. Essa ha due forme:

1) INTELLIGENZA EMOTIVA PERSONALE.
E’ la consapevolezza di noi stessi, ci aiuta a capire cosa scatena le emozioni negative, ci consente di valutare le nostre capacità ed i nostri limiti, così da riuscire a porci obiettivi ed eventuali strategie per raggiungerli.
La capacità di autocontrollo rientra nell’intelligenza emotiva, chi sa dominare le proprie emozioni, infatti, è padrone
di sé e riesce ad affrontare ogni situazione in maniera adeguata.

2) INTELLIGENZA EMOTIVA SOCIALE
E’ la capacità che ci consente di relazionarci positivamente e di interagire in modo costruttivo con gli altri. In pratica si tratta di Empatia, cioè la capacità di riconoscere negli altri emozioni e sentimenti, sapendo comunicare con gli altri, parlando loro, facendo coincidere il contenuto esplicito del messaggio attraverso la parola con le proprie convinzioni ed emozioni, involontariamente rivelate dal linguaggio del corpo.

GESTIRE LA PROPRIA INTELLIGENZA EMOTIVA.
Conoscere le proprie emozioni è fondamentale per una vita sociale basata sull’interscambio e sulla capacità empatica.
L’utilizzo di questa forma di intelligenza si articola sulla capacità di afferrare i sentimenti, le aspirazioni e le emozioni delle persone, e sulla piena consapevolezza del proprio stato d’animo. Questo consente di orientare i giusti comportamenti a favore di obiettivi individuali o comuni.

RICONOSCERE L’INTELLIGENZA EMOTIVA.
Diversi studi hanno evidenziato che l’intelligenza emotiva si manifesta in modo differente tra uomini e donne. Gli uomini, quando ne sono dotati, sono socialmente equilibrati, espansivi e non soggetti a paure o ad elucubrazioni di natura ansiosa. Pertanto hanno una ricca vita emozionale e stanno bene sia con se stessi che con gli altri.
Altresì le donne sono sicure di sé, capaci di esprimere i propri sentimenti, circondate da emozioni positive. Sono estroverse e sanno adattarsi allo stress, raramente presentano i segni tipici dell’ansia.

CONTROLLARE LE PROPRIE EMOZIONI.
Ci sono due modi per controllare le proprie emozioni, il più efficace è quello della RIVALUTAZIONE COGNITIVA. Cioè si considera l’emozione negativa non legata al contesto stesso che si sta vivendo, ma la si valuta di per sé stessa.
Un altro metodo per controllare le emozioni negative è la RICERCA DI UN MAGGIORE CONTATTO SOCIALE. L’isolamento non facilita lo scarico delle negatività, quali tristezza ed angoscia, al contrario, lo stare insieme con gli altri, condividere le proprie emozioni, abbrevia lo stato emotivo negativo.
In conclusione, conoscere le proprie emozioni interiori è fondamentale per imparare a gestirle, così come è importante imparare a dar loro un nome e confrontarsi con persone anch’esse impegnate nel processo dell’intelligenza emotiva.

Dr.ssa Matilde d’Alessandro

http://www.pensalibero.it/smarrimenti/

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