Solo in Italia, secondo uno studio promosso da Spra, Rai e Starcom Mediavest Group, il cittadino medio passa quotidianamente circa 4 ore e 30 minuti davanti alla tv, sottraendo del tempo alla socialità ed al confronto con altre persone.
Solo il 45% è monomediatico, cioè si affida come unico mezzo d’informazione alla TV e/o alla radio, quest’ultima occupa la seconda posizione come audience.
Al terzo posto troviamo internet, mentre i cittadini dai 45 anni in su preferiscono i quotidiani.
Molti sono così assuefatti a questo continuo bombardamento mediatico informativo che se fossero sconnessi, o se all’improvviso regnasse il silenzio nelle case, andrebbero incontro a crisi d’astinenza!
La realtà sconcertante è che il 90% delle informazioni viene pompato nel nostro cervello e prodotto da un’oligarchia di operatori, che sono:
1) RCS e MediaGroup con il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport;
2) Il Gruppo editoriale con l’Espresso;
3) Silvio Berlusconi La grande concentrazione mediatica tra tv, carta stampata ed editoria, di Mediaset, Mondadori, Einaudi e Medusa Film;
4) Caltagirone Editore tra cui il Messaggero, il Mattino;
5) Stato Italiano con Radiorai e RAI TV…
La situazione italiana è comunque lo specchio di quella mondiale, per cui viene spontaneo chiedersi quale effetto possano avere su di noi quelle migliaia di ore di notizie ed intrattenimento e se tutti questi ticoon possano avere più effetto di quanto riteniamo possibile.
La forza dei media sta nella loro presunta autorevolezza, chi mai metterebbe in dubbio una notizia di un TG o di un quotidiano? Il sistema informativo, grazie al nostro tacito consenso ed accettazione, stabilisce ciò che per noi potrebbe essere rilevante o meno… vero o… falso!
Se i media tacciono su qualche notizia, si è portati a ritenere che non sia importante. Quante volte sentiamo dire ” Se fosse stato importante ne avrebbe parlato la tv”? Ma la cosa impressionante, e forse in un certo senso allarmante, è che la gente non vuole sentir parlare di cose che la TV non dice!
Il potere della TV è manifesto anche nei discorsi quotidiani della gente, che non fa altro che commentare ciò che ha visto nei notiziari o nelle trasmissioni di intrattenimento, a dimostrazione che, purtroppo, viviamo in un’epoca in cui le interazioni sono limitate dalla connessione al sistema mediatico.
Sorge perciò il dubbio che ci si trovi in una Condizione Sociale pilotata, ma è un fatto che l’élite globale detiene il controllo dei mezzi di informazione, favorendo e strutturando la nuova condizione della società digitale, incanalando e controllando il flusso dell’opinione pubblica!
Il più delle volte i media si soffermano sul gossip, oppure sul confronto dal vivo fra politici di schieramenti opposti, abilmente enfatizzato o meno dal conduttore del momento, passando sotto silenzio notizie di una certa rilevanza, ma non utili ad indirizzare l’attenzione dell’audience verso ciò che l’emittente si prefigge di comunicare. Un esempio emblematico ne è il totale black-out sulle notizie che riguardano le riunioni annuali del Club Bilderberg, a cui pare partecipino, nell’assoluto silenzio mediatico, numerosi direttori di giornale e TG, come pure la disinformazione sull’inestinguibile Debito pubblico che stringe un cappio alla gola degli stati sovrani e dei loro cittadini, o quella che fa passare l’idea che l’attuale crisi finanziaria sia quasi come una specie di sciagurato evento piovuto dal cielo! Chiunque osi porre l’attenzione su qualcuno di questi temi, viene immediatamente screditato, smentito, tacitato, additato come “complottista”, visionario e quant’altro. Ma la cosa stupefacente è che tutto ciò avviene nonostante l’evidenza dei fatti, a conferma che è in atto una raffinata strategia di condizionamento, la cui efficacia è sotto gli occhi di chiunque abbia conservato un qualche senso critico…
Purtroppo la gente è talmente assuefatta al sistema, le menti imbevute di luoghi comuni, che non riesce ad immaginare una società diversa, accettando l’ineluttabilità di una realtà mistificata dall’alto da figure artatamente fatte apparire autorevoli, quelli che “sanno”, che si esprimono con parole e concetti complicati, contorti, spesso in lingua inglese, il tutto finalizzato a mortificare la sicurezza dell’ascoltatore nelle sue capacitò mentali.
A questi personaggi, indubbiamente appartenenti al sistema, si aggiungono i vari politici di turno… Costoro sono assai lontani dalle figure effettivamente autorevoli di quelli del passato, apparendo talvolta quasi come scolaretti che ripetono a memoria un cannovaccio che qualcun altro ha preparato per loro, apparendo limitati ed imbarazzati ad ogni deviazione dal tema prefissato.Non si vuole, a questo punto, trattare delle qualità e capacità dei singoli, poiché esula dalla tematica del presente articolo, ma resta avvilente l’evidenza della loro mancanza di ritegno nel propinare pappine insipide e devianti mezze verità, queste ultime molto più nocive delle menzogne stesse… Alla fine, costoro finiscono per apparire solo come personaggi di facciata di un sistema politico, dietro il quale si celano ed agiscono i veri governatori del mondo.
Concludo con l’invito a considerare per qualche istante lo stato attuale della nostra società, la percezione intorpidita ed ingannata di milioni di persone, impoverite, ferite nella loro dignità, nella loro speranza, rese malleabili e remissive a causa dello stato di incertezza e di bisogno in cui versano, il tempo sottratto loro alla riflessione per concetti e per valori, per poi incanalarla in quella per luoghi comuni con cui è più facile drogare l’opinione pubblica, il dover chiedere “in ginocchio” ciò che si ha diritto di pretendere stando in piedi… certamente al lettore, a questo punto, verrà in mente molto altro… Dopo questo, domandiamoci il perché di questo degrado sociale, a chi conviene questo stato di cose e se non rappresenti il “successo” del progetto messo in atto da una certa élite nazionale e planetaria, che vi ha lavorato indefessamente, assiduamente, accuratamente, all’oscuro dell’opinione pubblica, nel mentre che la sua attenzione veniva deviata scientificamente verso continui “false flag”… Un’élite dall’intelligenza raffinata… “illuminata”?… forse…
Come ritrovare se stessi? L’unica speranza è la continua coltivazione del dubbio, l’unico che produce le riflessione secondo ragione, la risposta alla domanda se quello che pensiamo e riteniamo scontato o per certo è davvero frutto della nostra elaborazione mentale e della nostra esperienza, o di… qualcos’altro.
Sarà come trovarsi improvvisamente davanti ad un precipizio, ma non ci si deve spaventare, perché vi cadranno solo gli inganni di cui si è stati vittime, attorno a voi resterà il grande cielo azzurro e l’aria fresca e pura, quella della libertà e della speranza.
di Matilde D'Alessandro | 13 aprile 2016



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